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Tuo figlio non è arrivato e non risponde: cosa fare, passo passo
Sono le undici, doveva essere a casa alle dieci e il cellulare risulta spento. Quasi sempre c'è una spiegazione banale. Cosa fare nella prima ora, quando smettere di aspettare, cosa portare in commissariato e a chi chiamare.

Quasi sempre, quando un figlio non arriva all'ora prevista, c'è una spiegazione senza importanza: il telefono si è scaricato, ha perso l'autobus, si è fermato con gli amici. Ma quell'ora di incertezza sembra non finire mai, e quando il motivo non è una sciocchezza conviene aver agito in fretta. Ecco una guida per quel momento, con quello che dicono la polizia e la Fondazione ANAR.
I primi trenta minuti
- Chiama e scrivi su più canali: chiamata, WhatsApp, SMS. Un messaggio tranquillo («Dimmi qualcosa appena lo vedi») funziona meglio di dieci messaggi in maiuscolo.
- Controlla la sua posizione se la condividete. Guarda l'orario dell'ultimo dato: se dice «40 minuti fa», è dove si trovava allora, non dove si trova adesso (perché succede).
- Chiama i suoi amici e, se li conosci, i loro genitori. Chiedi con chi è uscito e quando l'hanno visto per l'ultima volta.
- Ripassa i posti di sempre: casa di un amico, il parco, il centro sportivo, la casa dei nonni.
- Fai in modo che qualcuno resti a casa nel caso torni, e che il telefono fisso, se ce l'hai, sia libero.
Quando smettere di aspettare
Non bisogna aspettare 24 ore per denunciare una scomparsa. È un mito: la Polizia Nazionale spagnola l'ha smentito pubblicamente e ricorda che la tempestività è fondamentale. Chiama il 112 o vai in commissariato o alla caserma più vicina non appena:
- È un bambino piccolo.
- Ha qualche malattia, prende farmaci o attraversa un momento delicato.
- Non è da lui: non è mai in ritardo senza avvisare.
- C'è qualcosa che ti preoccupa: una discussione, qualcuno che lo infastidiva, un messaggio strano.
- È passato un tempo ragionevole, hai fatto tutto quanto sopra e continui a non sapere nulla.
Porta una foto recente, i vestiti che indossava, il suo numero di cellulare, i suoi social, i nomi dei suoi amici e i posti che frequenta. Se condividete la posizione, mostra l'ultimo punto e il suo orario.
Il 116 000: non affrontarlo da solo né da sola
Il 116 000 è il numero europeo per i bambini scomparsi. In Spagna è gestito dalla Fondazione ANAR in collaborazione con il Ministero dell'Interno: è gratuito, riservato e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, con psicologi, avvocati e assistenti sociali; anche via chat. Aiutano la famiglia durante tutto il processo e possono indirizzare il caso alla polizia o al 112 se vedono un rischio.
Un dato che rassicura e preoccupa allo stesso tempo: secondo il rapporto di ANAR pubblicato a luglio 2025, dei 1.171 casi di minori scomparsi o a rischio assistiti nel 2024, il 57,6 % riguardava fughe o l'idea di scappare, e due su tre erano adolescenti. La maggior parte torna; ciò che conta è capire cosa è successo per cui se ne sono andati.
Prima di diffondere la sua foto
È la prima cosa che viene in mente, ma parlane prima con chi si occupa del caso: una foto di tuo figlio sui social con la scritta «scomparso» resta lì molto dopo che è tornato. Se la polizia la ritiene utile, vi dirà come farlo.
Quando torna
Prima di tutto, l'abbraccio. La conversazione, il giorno dopo e con calma. Se se n'è andato per qualcosa, punirlo senza ascoltarlo rende più probabile che se ne vada di nuovo. Se è stata una dimenticanza, è il momento giusto per concordare qualcosa di semplice: un «Sono arrivato» quando arriva, il cellulare carico quando esce e cosa fare se resta senza batteria. Come proporlo senza che lo viva come una sorveglianza: sapere se è arrivato senza chiamarlo e «mio figlio dice che lo controllo».
Dove entra un'app (e dove no)
Un'app di famiglia accorcia i primi trenta minuti: in Mi Estela vedi se è arrivato senza doverlo chiedere (gli avvisi di arrivo nei suoi posti sono gratuiti), l'anello con la sua foto diventa rosso se il suo cellulare è senza segnale da un po' (spento o senza copertura), con «Accompagnami» può dire quanto manca e, se non arriva né dice di stare bene, l'app avvisa la sua gente; e c'è il SOS. Ma se il cellulare è spento, l'app sa solo dove si trovava l'ultima volta. Nessuna app sostituisce il 112 o la polizia.
Fonti
- El Faro de Ceuta: la Polizia smentisce che bisogna aspettare 24 ore per denunciare una scomparsa (21 set 2023; consultato 15 ott 2026)
- Infocop: ANAR ha assistito nel 2024 oltre 1.000 casi di minori scomparsi (15 lug 2025; consultato 15 ott 2026)
- Infocop: la guida di ANAR «E se non torna?» (16 set 2025; consultato 15 ott 2026)



