Perché il punto blu salta: GPS, Wi-Fi e antenne spiegati
Lo smartphone non «sa» dove si trova: lo stima con quello che ha a portata di mano, e a volte sbaglia portone. Cosa usa, perché sbaglia dentro casa e tra palazzi alti, cosa significa «posizione approssimativa» e quali impostazioni di iPhone e Android lo sistemano.

«Mi mette nella strada accanto», «compare in casa del vicino», «era fermo e il punto si è spostato di 200 metri». Sono lamentele di qualsiasi app con mappa, e quasi mai la colpa è dell'app: è il modo in cui funziona la localizzazione su uno smartphone. Se lo capisci, capisci anche perché il localizzatore dice «10 minuti fa» o perché tuo figlio «risultava» nel bar sotto casa.
Cosa usa lo smartphone per sapere dove si trova
- GPS (e Galileo, GLONASS…): satelliti. È il più preciso all'aperto (pochi metri), ma ha bisogno di vedere il cielo: in casa, in metropolitana o tra palazzi alti non arriva o rimbalza.
- Wi-Fi: lo smartphone vede quali reti ci sono intorno e le confronta con un database che indica dove si trova ciascuna (Apple e Google le raccolgono in forma anonima dagli stessi telefoni). In casa è ciò che conta, e funziona anche se non sei connesso a nessuna.
- Antenne della telefonia: il metodo più approssimativo, da centinaia di metri a chilometri. È il «piano B» quando non c'è altro.
- Bluetooth e sensori: beacon vicini, accelerometro, giroscopio e barometro (per capire il piano). Affinano il risultato e colmano i vuoti.
Apple lo riassume così: la precisione del GPS «dipende dal numero di satelliti visibili»; quando qualcosa li copre, l'iPhone «usa le reti Wi-Fi o cellulari finché non torna a vedere i satelliti». Su Android, l'impostazione «Precisione della posizione di Google» serve proprio a questo: aggiungere Wi-Fi, antenne e sensori al GPS. Se la disattivi, «vengono usati solo il GPS e i sensori del dispositivo».
Perché il punto salta
- In casa: il GPS non entra; lo smartphone si affida al Wi-Fi, e il Wi-Fi dice «sei a 20 metri da questo router». Se il router è sul muro che confina con il vicino, il punto cade dal vicino. Il grande cerchio blu attorno al punto è lo smartphone che dice «più o meno qui, ma non so esattamente dove».
- Tra palazzi alti: il segnale dei satelliti rimbalza sulle facciate (il «canyon urbano») e il punto attraversa la strada da solo.
- All'avvio: i primi secondi arrivano da antenna o Wi-Fi; il GPS impiega un po' ad agganciarsi. Per questo il punto «corregge» un salto appena esci dal portone.
- Per risparmiare batteria: con l'app chiusa, il sistema non accende il GPS ogni secondo; usa i cambi di cella e il Wi-Fi. Lo spieghiamo in cosa consuma davvero un'app di localizzazione.
«Posizione precisa» e «approssimativa»
Da iOS 14, ogni app ha un interruttore di Posizione precisa (Impostazioni › Privacy e sicurezza › Localizzazione › l'app). Disattivato, l'app riceve una zona di diversi chilometri invece del tuo punto: va bene per il meteo o le notizie, inutile per un'app di famiglia o per le consegne. Android ha lo stesso da Android 12 («Usa posizione precisa» quando concedi il permesso). Se un'app familiare ti «mette» a tre chilometri di distanza, di solito è per questo.
Come sistemarlo
- Android: Impostazioni › Posizione › Servizi di localizzazione › Precisione della posizione di Google attiva, e Ricerca Wi-Fi e Scansione Bluetooth attive (permettono di cercare reti e beacon anche con il Wi-Fi spento).
- iPhone: Impostazioni › Privacy e sicurezza › Localizzazione attiva; nell'app, Posizione precisa attiva e, se vuoi che funzioni con il telefono in tasca, il permesso Sempre. In permessi di localizzazione su iPhone e Android trovi ogni opzione spiegata.
- Wi-Fi acceso anche se non ti connetti: è ciò che affina il punto negli ambienti chiusi.
- Nessun risparmio energetico aggressivo per quell'app (Samsung, Xiaomi e Huawei la «addormentano» e il punto si blocca).
Cosa fa un'app di famiglia con tutto questo
Mostrare il punto con onestà: quando è di qualche minuto fa, quando è approssimativo, quando il telefono è senza segnale. In Mi Estela ogni volto indica da quanto risale la sua posizione e ha un anello colorato (verde con segnale, rosso se è da un po' senza). Gli avvisi di arrivo scattano quando si entra in un raggio (150 metri di default) e solo quando cambia lo stato, da fuori a dentro, così che un punto che oscilla non generi avvisi ripetuti. Se vuoi capire come funziona tutto questo dietro le quinte, leggi le geofence e perché a volte non funzionano.
Fonti
- Apple: «Informazioni su privacy e Servizi di localizzazione in iOS, iPadOS e watchOS»
- Apple: attivare o disattivare la localizzazione e il GPS (Posizione precisa)
- Google: «Scopri le impostazioni di posizione disponibili sul dispositivo» (Precisione della posizione, Ricerca Wi-Fi e Bluetooth)



